Casa in comodato d’uso gratuito

Casa in comodato d’uso gratuito: cos’è e come funziona

Parlare di casa in comodato d’uso gratuito significa essenzialmente parlare di una delle realtà contrattuali a oggi più diffuse in virtù degli innumerevoli vantaggi che comporta.
Trattasi di un accordo grazie al quale un proprietario, o comodante, mette a disposizione di un fruitore, o comodatario, un bene, un prodotto o un immobile affinché questi ne faccia uso senza necessità di dover corrispondere alcuna cifra effettiva o simbolica.
Tale specifica tipologia di accordo, come certamente saprai, tende a espletarsi per lo più in riferimento agli immobili e difatti un classico esempio esplicativo è quello del genitore che concede al figlio la seconda casa in comodato d’uso gratuito.
Sebbene, però, si tratti di una realtà contrattuale consolidata in Italia, capita frequentemente che molti aspetti funzionali risultino non chiari o del tutto ignorati.
Per questo ora andremo a fare chiarezza sull’argomento e a fornire un ritratto quanto più completo ed esaustivo possibile.

Cosa s’intende per casa in comodato d’uso gratuito?

Le dinamiche contrattuali di una casa in comodato d’uso gratuito sono, come detto, espletate mediante un accordo che si stabilisce tra un comandante e un comodatario per l’usufrutto dell’immobile senza sostentamento di spese, ma qual è la vera natura di questo contratto?

Ad esempio, è interessante appurare come, diverso tempo fa, il comodato d’uso era giuridicamente conosciuto con la definizione di prestito ad uso, proprio perché il beneficiario del bene, in questo caso specifico un immobile, non diviene proprietario dello stesso ma si limita a usufruirne.

Quest’ultimo aspetto, per sua stessa natura, è particolarmente importante ai fini della piena comprensione dell’argomento, poiché chiarisce in maniera indiscutibile come il comodato d’uso gratuito debba intendersi come contratto reale e unilaterale dal momento che la concessione del bene è il risultato dell’accordo e l’obbligo di una sua restituzione evidenzia la disparità esistente tra comodante e comodatario.

La materia trattata è attualmente disciplinata dal Codice civile, agli artt. 1803 – 1812.

Tali articoli, oltre a disciplinarne gli aspetti principali, determinano anche le modalità espletative in base alle quali l’accordo può essere stipulato e finalizzato.

Più specificatamente le forme mediante cui un comodato d’uso gratuito della casa può essere stipulato sono due: forma verbale e forma scritta.

È importante chiarire come ai fini giuridici e legali entrambe le modalità risultano essere del tutto legittime e compatibili con la finalizzazione effettiva della concessione del bene, tuttavia, e la cosa non dovrebbe poi stupirti più di tanto, la forma scritta è comunque preferibile in virtù della maggiore sicurezza che è in grado di garantire e dei vantaggi fiscali di cui permette di beneficiare.

Si è accennato in precedenza come il comodato d’uso gratuito sia un accordo capace di garantire diversi benefici e vantaggi alle due parti contrattuali e in effetti le cose stanno proprio così.

Dal punto di vista del beneficiario, o comodatario, appare evidente come il vantaggio principale sia quello di poter disporre di un immobile senza dover corrispondere alcun importo, canone d’affitto incluso. Ovviamente poi c’è tutto il discorso riconducibile all’estrema praticità di questa soluzione, tutte peculiarità che hanno contribuito a decretarne il successo.

Ma anche da parte del comodante i vantaggi non sono da meno, soprattutto fiscali. Infatti, nel caso in cui l’immobile concesso in comodato d’uso gratuito sia una seconda casa, le detrazioni fiscali di cui è possibile beneficiare sono molto sostanziose arrivando persino al 50% sulla base imponibile dell’IMU.

Chi può usufruire del comodato d’uso di una abitazione?

Dopo aver chiarito cosa sia e come funzioni una casa in comodato d’uso gratuito, è arrivato il momento di occuparci di questioni più tecniche, come quelle relative agli effettivi destinatari di tale soluzione.

Dunque, per lo più si tratta di un contratto utilizzato nell’ambito familiare come nel classico esempio in cui dei genitori proprietari di due o più immobili decidono di destinarne uno ai figli. In questo specifico caso, il beneficiario o comodatario diviene titolare di un diritto personale di godimento di una casa a titolo gratuito.

E’ importante però precisare come il comodato d’uso sia una realtà molto versatile e flessibile, quindi capace di svincolarsi operativamente parlando dall’ambito familiare. Spesso, infatti, lo si utilizza anche nei vari rapporti d’affari tra professionisti e imprenditori che possono decidere, in qualità di proprietari, di destinare ad altri soggetti l’usufrutto di uno studio professionale o di attrezzature.

Per completezza di informazione occorre anche ricordare come il comodatario non possa in alcun modo cedere il suo diritto a eventuali terzi, pena la restituzione del bene e una probabile richiesta di risarcimento danni. L’unico caso in cui una situazione del genere possa essere espletata è quella in cui è il titolare stesso a dare il suo assenso.

Chi paga l’IMU in caso di comodato d’uso gratuito?

Se restiamo nell’ambito di una casa in comodato d’uso gratuito, potresti legittimamente chiederti chi debba pagare l’IMU. Spetta al comodante o al comodatario?

Al pagamento dell’IMU sono tenuti esclusivamente i proprietari o i titolari di un diritto reale di uso di un bene o di un immobile.

Il comodatario, in quanto tale, possiede solo un personale diritto di godimento e non uno di proprietà, motivo per cui non spetta a lui il pagamento delle varie imposte municipali o statali sulla società.

Inoltre, il comodante può godere di numerose agevolazioni sul pagamento dell’IMU che possono arrivare sino a una detrazione del 50%. Ovviamente affinché tali detrazioni risultino godibili, è essenziale soddisfare alcuni prerequisiti, su tutti l’esistenza tra comodante e comodatario di un rapporto parentale di primo grado.

Altri requisiti che occorre soddisfare per usufruire delle agevolazioni sono:

Contratto registrato all’Agenzia delle Entrate

  • Immobile utilizzato come abitazione principale
  • Immobile non appartenente alle categorie catastali di lusso
  • Accordo contrattuale comunicato per tempo al Comune nel quale è locato l’immobile
  • Comodante residente nel medesimo comune nel quale è locato l’immobile.

 

L’ottenimento dell’agevolazione e l’osservanza dei vari criteri di esclusione sono disciplinati dalla Legge del 20 Ottobre 2013 n. 124 in tema di applicazione dell’IMU alle unità immobiliari concesse in comodato a parenti.

Infine parliamo di Tasi e Tari. La Tari, cioè la tassa sui rifiuti, va pagata dal beneficiario che occupa l’immobile, cioè dal comodatario; il pagamento della Tasi, invece, va ripartito tra comodante e comodatario con quest’ultimo che è tenuto a corrispondere una percentuale variabile dal 10% al 30% sul totale complessivo con possibilità di sfruttare un’aliquota agevolata nel caso in cui l’immobile occupato si configuri come abitazione principale.

Sfratto comodato d’uso gratuito immobile

Un tema di particolare rilevanza riferibile a una casa in comodato d’uso gratuito è quello dello sfratto.

Occorre immediatamente chiarire come questo accordo contrattuale non preveda la possibilità di sfratto, l’unica misura che il proprietario dell’immobile può perseguire è quella di intraprendere un’azione di risoluzione per adempimento.

Misura questa che ha modo di espletarsi laddove il comodante possa dimostrare come il beneficiario abbia danneggiato volutamente l’immobile o non abbia rispettato gli accordi di pagamento.

Ai fini pratici grande differenza possono farle le tempistiche. Nel caso in cui il termine ultimo del contratto risulti scaduto o non fissato, il proprietario può legittimamente richiedere la restituzione dell’immobile senza che l’inquilino possa far niente per evitarlo.

L’unica situazione in cui l’inquilino può opporsi è quella in cui riesca a provare di aver correttamente adempiuto a tutti gli accordi prestabiliti, purché naturalmente sia stata fissata una data di termine del contratto.

Rischi comodato d’uso gratuito immobile

Una casa in comodato d’uso gratuito comporta dei rischi per ambedue le parti, comodante e comodatario, rischi che ti consigliamo caldamente di conoscere in modo tale che possa ridurre al minimo tutti i fattori scatenanti ed eventualmente tutelarti laddove sorgessero criticità.

Sebbene si configurino delle situazioni spiacevoli per entrambi, appare evidente come la posizione del beneficiario o comodatario sia decisamente più delicata rispetto a quella del proprietario dell’immobile.

Laddove, infatti, quest’ultimo causa urgenza decidesse di richiedere la restituzione dell’immobile, ecco che l’inquilino si ritroverebbe d’improvviso senza un tetto sulla testa con tutto ciò che ne consegue in termini di problematiche presenti e future.

Non solo, in caso di stipula di contratto precario e come tale privo di un termine ultimo di fine accordo, come abbiamo visto il comodante può in qualunque momento esigere la restituzione dell’abitazione in base all’articolo 1810 del Codice Civile e senza che l’inquilino possa fare alcunché per impedirlo.

Dal lato del proprietario, invece, i rischi sono infinitamente di minore entità e riguardano per lo più l’impossibilità di sfratto.

Concludendo

Una casa in comodato d’uso gratuito, come abbiamo visto, è una realtà molto consolidata a livello nazionale, ma nonostante la sua notorietà non è affatto inconsueto che possano sussistere criticità procedurali o tecniche.

Proprio per questo il consiglio migliore è quello di affidarsi a dei professionisti esperti, come quelli che puoi contattare presso Il Tuo Esperto Immobiliare.

Professionisti che, pur non essendo degli agenti immobiliare, possiedono un’esperienza tale da riuscire a soddisfare qualunque esigenza del cliente impedendogli di incappare in noiose problematiche o, ancora peggio, perdite di tempo e denaro.

FAQ

Il nostro consulente immobiliare Torino risponde

Cosa significa dare una casa in comodato d'uso gratuito?

Dare una casa in comodato d’uso gratuito significa concedere un immobile a un’altra persona affinché ne usufruisca, senza richiedere alcun corrispettivo in denaro. Le due parti dell’accordo sono il comodante (il proprietario che concede l’immobile) e il comodatario (chi lo riceve e lo utilizza).

Il comodatario non diventa proprietario della casa: acquisisce esclusivamente il diritto personale di goderne per un periodo determinato o indeterminato, con l’obbligo di restituirla al termine dell’accordo. Si tratta di un contratto disciplinato dagli articoli 1803-1812 del Codice Civile ed è classificato come contratto reale e unilaterale: si perfeziona con la consegna materiale dell’immobile ed è il comodatario ad assumere i principali obblighi, in particolare quelli di custodia, corretto utilizzo e restituzione.

Come funziona il contratto comodato d'uso gratuito?

Il contratto comodato d’uso gratuito funziona attraverso un accordo, scritto o verbale, con cui il comodante (il proprietario che concede l’immobile) consegna l’immobile al comodatario stabilendo modalità e durata dell’utilizzo. La forma scritta è fortemente consigliata, sia per ragioni di tutela reciproca, sia perché necessaria per accedere alle agevolazioni fiscali sull’IMU.
Il comodatario è tenuto a custodire e conservare la casa con la diligenza del buon padre di famiglia, a utilizzarla esclusivamente per l’uso pattuito e a restituirla nei tempi previsti. Non può cederla a terzi senza il consenso del proprietario. Il contratto può prevedere una scadenza precisa (comodato a termine) oppure essere stipulato senza termine finale (comodato precario): in quest’ultimo caso, il comodante può richiedere la restituzione dell’immobile in qualsiasi momento.

Qual è la differenza tra dare una casa in comodato d'uso gratuito e affittarla?

La differenza principale tra dare una casa in comodato d’uso gratuito e affittarla riguarda la natura del rapporto e la presenza di un canone. Nel contratto di locazione l’inquilino paga un canone mensile al proprietario e gode di tutele specifiche previste dalla legge sull’affitto, compresi tempi di preavviso definiti e una procedura di sfratto regolata. Nel comodato d’uso gratuito, invece, non è previsto alcun corrispettivo economico e il comodatario non beneficia delle stesse tutele dell’inquilino.

Cambia anche il livello di tutela del proprietario. Nel contratto di locazione, in caso di morosità o di altri inadempimenti, il proprietario può attivare la procedura di sfratto, una via giudiziaria rapida e specifica prevista dalla legge sull’affitto. Nel comodato d’uso gratuito lo sfratto non è applicabile: in caso di contestazione, per riottenere l’immobile, il proprietario deve avviare un ordinario giudizio civile di restituzione o di risoluzione del contratto, con tempi e costi sensibilmente più lunghi.

Cambia infine il regime fiscale: l’affitto produce reddito imponibile per il proprietario, mentre il comodato gratuito, a determinate condizioni, può dare diritto a un’agevolazione IMU fino al 50%.

Il contratto per una casa in comodato d'uso gratuito va registrato?

Il contratto per una casa in comodato d’uso gratuito va obbligatoriamente registrato all’Agenzia delle Entrate quando è redatto in forma scritta, entro 30 giorni dalla stipula, con un’imposta di registro.

Il contratto verbale non richiede registrazione, ma la registrazione diventa indispensabile per accedere alle agevolazioni IMU, che possono arrivare fino al 50% dell’imposta dovuta. Per ottenere lo sconto, oltre alla registrazione, è necessario che il comodato sia stipulato tra parenti in linea retta di primo grado (genitori e figli), che l’immobile non rientri nelle categorie catastali di lusso, che sia utilizzato come abitazione principale dal comodatario e che il comodante risieda nello stesso Comune dell’immobile.

Sono requisiti rigidi e ogni errore formale può comportare la perdita dell’agevolazione e contestazioni fiscali a distanza di anni. Per questo è utile far verificare l’intera procedura a un consulente di parte prima della registrazione: Il Tuo Esperto Immobiliare ti affianca nella redazione del contratto, nella verifica dei requisiti e nella corretta comunicazione al Comune, mettendoti al riparo da rilievi successivi dell’Agenzia delle Entrate.

Quanto può durare il contratto di comodato gratuito di una casa?

La durata del contratto di comodato gratuito di una casa può essere determinata o non determinata, e questa distinzione cambia radicalmente le tutele delle parti.

Nel comodato a termine, le parti fissano una scadenza precisa (ad esempio 5 anni) oppure un uso specifico al termine del quale il bene deve essere restituito. In questo caso, il comodante non può chiedere la restituzione dell’immobile prima della scadenza, salvo bisogno urgente e imprevisto previsto dall’articolo 1809 del Codice Civile.

Nel comodato precario, invece, non è stabilito alcun termine e non è prevedibile l’uso a cui la casa è destinata: il comodante può richiedere la restituzione in qualsiasi momento, senza obbligo di motivazione, ai sensi dell’articolo 1810 del Codice Civile. È una distinzione cruciale, perché definisce il livello di stabilità di cui il comodatario può effettivamente godere.

Si può dare una casa in comodato d'uso gratuito a un non parente?

Sì, si può dare una casa in comodato d’uso gratuito anche a una persona che non sia un parente: la legge non pone alcun limite soggettivo alla scelta del comodatario. L’accordo può quindi essere stipulato con amici, conviventi, colleghi o anche con soggetti giuridici come società e associazioni.

L’aspetto da considerare, però, riguarda il regime fiscale. Le agevolazioni IMU fino al 50% sono riservate esclusivamente ai contratti stipulati tra parenti in linea retta di primo grado, cioè tra genitori e figli. Concedere la casa in comodato a un non parente è quindi pienamente legittimo, ma il proprietario continuerà a pagare l’IMU per intero, senza poter accedere ad alcuna riduzione. È un elemento da valutare attentamente prima di formalizzare l’accordo.

Si può vendere una casa data in comodato d'uso gratuito?

Sì, il proprietario può vendere una casa in comodato d’uso gratuito in qualsiasi momento: il contratto di comodato non vincola l’immobile e non costituisce un diritto reale opponibile a terzi, a differenza di quanto avviene con un contratto di locazione regolarmente registrato.

Tuttavia, la presenza di un comodatario nell’immobile complica significativamente l’operazione di vendita, sia dal lato del venditore che da quello dell’acquirente. Il proprietario deve dichiarare l’esistenza del comodato in atto, gestire la riconsegna dell’immobile (che può generare resistenze e contenziosi) e prevedere clausole specifiche nel preliminare. L’acquirente, dal canto suo, ha tutto l’interesse a verificare la natura del rapporto, la sua durata residua e l’effettiva disponibilità dell’immobile al rogito, per evitare di trovarsi proprietario di una casa occupata.

Sono operazioni in cui un errore documentale può bloccare il rogito o trasformarsi in un contenzioso lungo e costoso. Sia che tu stia vendendo, sia che tu stia acquistando un immobile in queste condizioni, Il Tuo Esperto Immobiliare verifica la regolarità del contratto, analizza i rischi della trattativa e ti accompagna fino al rogito con un controllo tecnico-legale indipendente.

Chi paga le spese condominiali di una casa in comodato d'uso gratuito

Nella casa in comodato d’uso gratuito, le spese condominiali si dividono tra comodante e comodatario in base alla loro natura, applicando per analogia il criterio previsto per la locazione.

Le spese ordinarie, legate al godimento e alla manutenzione corrente dell’immobile (pulizia delle parti comuni, ascensore, riscaldamento centralizzato, portineria, piccole manutenzioni), sono a carico del comodatario, perché è lui a usufruire dell’immobile.

Le spese straordinarie, che riguardano interventi di natura strutturale o di conservazione del valore dell’immobile (rifacimento del tetto, della facciata, dell’impianto centralizzato), restano invece a carico del comodante, in quanto proprietario del bene. È sempre consigliabile, in ogni caso, definire questa ripartizione in modo esplicito nel contratto scritto, per evitare contestazioni successive.

Il comodatario può ristrutturare la casa ricevuta in comodato d'uso gratuito?

Il comodatario non può ristrutturare liberamente la casa ricevuta in comodato d’uso gratuito. La sua facoltà di intervento è limitata e va distinta tra manutenzione ordinaria e interventi più rilevanti.

La manutenzione ordinaria, finalizzata a conservare l’immobile e a permetterne il normale utilizzo (tinteggiature, piccole riparazioni, sostituzione di elementi usurati), è non solo consentita ma rientra negli obblighi del comodatario, che è tenuto a custodire la casa con diligenza.

Per qualsiasi intervento di manutenzione straordinaria o di ristrutturazione (modifiche strutturali, rifacimento di impianti, opere edilizie), invece, è indispensabile il consenso scritto del comodante. Senza autorizzazione, il comodatario non ha diritto al rimborso delle spese sostenute e rischia di dover ripristinare lo stato originario dell’immobile al momento della restituzione, oltre a possibili richieste di risarcimento danni.

Cosa succede alla casa in comodato d'uso gratuito in caso di morte del comodante?

In caso di morte del comodante, il contratto di comodato d’uso gratuito non si estingue automaticamente: gli obblighi del comodante si trasmettono ai suoi eredi, che subentrano nella posizione del defunto e sono tenuti a rispettare l’accordo originario fino alla sua naturale scadenza o fino a quando non sussistano i presupposti per chiederne la restituzione.

La situazione è opposta a quella che si verifica in caso di morte del comodatario: in quel caso, ai sensi dell’articolo 1811 del Codice Civile, il comodante ha diritto di chiedere immediatamente la restituzione dell’immobile agli eredi del beneficiario, salvo diversa pattuizione.

Questi scenari aprono frequentemente conflitti tra eredi, comodatari e familiari, soprattutto quando il comodato era stato concesso informalmente o senza un contratto scritto. La sovrapposizione tra successione ereditaria, agevolazioni fiscali pregresse e disponibilità dell’immobile richiede un’analisi tecnica e giuridica integrata. Il Tuo Esperto Immobiliare interviene proprio in questi snodi delicati, verificando la documentazione, tutelando gli interessi della parte che assiste e prevenendo contenziosi che, una volta innescati, possono durare anni.

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